Sabato 26 Febbraio 2022, manifestazioni in 20 città italiane

del “Comitato 27 Febbraio contro il governo Draghi”

 

 

Sabato 26 Febbraio 2022, si sono svolte manifestazioni in 19 città italiane, indette dal “Comitato 27 Febbraio contro il governo Draghi” (oltre alla manifestazione tenutasi a Bruxelles, con la partecipazione di molti compagni che vivono all’estero), per protestare contro il carovita, contro la guerra imperialista provocata dalla Nato, contro i licenziamenti green pass, contro la libertà di licenziare e contro le delocalizzazioni delle imprese che sono in Italia, per chiedere a gran voce fuori la Nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato, in difesa della Costituzione che è quotidianamente infranta con la discriminazione green pass sui luoghi di lavoro e con l’invio di truppe all’estero con missioni offensive e non difensive. Pur essendo tutte abbastanza partecipate, la manifestazione che ha avuto una presenza più alta di partecipanti è stata senz’altro quella che si è tenuta alle 15.00, a Roma, in Piazza Santi Apostoli, con il discorso di chiusura tenuto dal Segretario Generale del Partito Comunista, Marco Rizzo, e con il toccante collegamento che si è avuto in diretta con Minsk, Bielorussia, dove erano presenti il Segretario Nazionale di Patria Socialista, Igor Camilli, e il Senatore Emanuele Dessì, e dove, oltre a loro, è intervenuto il Segretario Nazionale del Partito Comunista di Bielorussia (KPB), Nikolay Valovich, che ha portato i saluti dei comunisti bielorussi e ha dato una sintetica spiegazione del referendum che il giorno dopo si sarebbe tenuto in Bielorussia, per modifiche istituzionali molto importanti nella società bielorussa.

Qui di seguito riportiamo il discorso tenuto a Roma dal nostro compagno Silvano Ceccoli, applaudito più volte dai manifestanti presenti. Il nostro Circolo Culturale Proletario ha partecipato, oltre a Roma, con il discorso su citato, anche alla manifestazione di Milano, dove ha tenuto il discorso il nostro compagno Agustin Rivera, e a Genova dove sono intervenuti il nostro Presidente Eraldo Valia e il nostro compagno Gianluigi Cutela.

Qui di seguito riportiamo il discorso tenuto da Ceccoli Silvano, in piazza Santi Apostoli, a Roma, mentre lo stesso discorso è stato letto a Milano da Agustin Rivera e a Genova i due compagni intervenuti si sono divisi l’intervento, che qui è esposto. Il successo del nostro circolo non è stato solo di aver contribuito, insieme ad altri gruppi che compongono il Comitato promotore, alla riuscita delle manifestazioni, ma è anche quello di aver potuto intervenire su tre piazze importanti come Roma, Genova e Milano, dimostrando la diffusione della nostra realtà associativa in ambito nazionale.

 

                        

Roma – Immagini della manifestazione in Piazza SS. Apostoli

 

 

 

 

Genova- Il nostro Compagno Presidente,

Eraldo Valia, durante il suo intervento

 

 

 

 

 

Genova - Il nostro Compagno Gianluigi Cutela,

 durante il suo intervento

 

 

 

 

 

 

Intervento di Silvano Ceccoli per il Circolo Culturale Proletario tenuto a Roma, alla manifestazione del Comitato No Draghi, Sabato 26 Febbraio 2022

 

Noi siamo qui oggi per dire no alle guerre imperialiste provocate e condotte dalla NATO, dagli USA e dall’Unione Europea contro l’autodeterminazione dei popoli.

Sono 8 anni che le forze nazi-fasciste di Kiev, foraggiate dalle potenze imperialiste occidentali, cercano di buttare giù le Repubbliche Popolari del Donbass, nate dal popolo in armi per difendere le proprie comunità, che milizie paramilitari del governo di Kiev vogliono eliminare in una sorta di pulizia etnico-politica contro le comunità russofone, dove prevalgono istanze socialiste e antifasciste. Gli assalti estremamente violenti di cui sono state bersaglio le su citate repubbliche hanno prodotto circa 14.000 morti, la cui maggioranza sono anziani e bambini delle comunità indipendenti del Donbass.

La reazione della Russia, vista in questo contesto, non è aggressione, ma è la reazione di una potenza che si è sentita accerchiata e aggredita. La stampa mainstream del potere imperialista occidentale, di cui il nostro paese fa parte a pieno titolo, guidato dal governo Draghi, accusa Putin e la Russia di aggressione, ma i veri aggressori sono loro che finanziano e sostengono da 8 anni un genocidio contro gli stati indipendenti del Donbass.

Abbiamo visto come, con la scusa di portare la “democrazia”, in questi ultimi anni, le potenze occidentali hanno distrutto grandi nazioni come Iraq, Libia, Afghanistan e hanno tentato di fare lo stesso con la Siria, ma non ci sono riusciti.

L’imperialismo Occidentale, guidato dagli USA, con la NATO, dove è intervenuto ha solo portato distruzione, miseria e morte.

Protestare contro l’aggressione NATO serve poco se non prendiamo coscienza che la guerra imperialista è parte di un grande piano, diretto in primis dagli USA, per diventare i dominatori assoluti del mondo, per completare quella globalizzazione planetaria che, rubando il temine ad un noto filosofo italiano contemporaneo, potremmo chiamare invece “glebalizzazione”, cioè il processo di impoverimento di intere masse popolari, con il saccheggio indiscriminato di interi stati e delle loro risorse energetiche.

La guerra sembra, quindi, far parte un progetto imperialista, che prevede opportunamente lo smantellamento in tutte le parti del mondo dei diritti civili e del lavoro, con lo spostamento coatto di milioni di cittadini. Non è che si fanno le guerre per esportare diritti e valori democratici in paesi terzi. No, le guerre si fanno per rubare le risorse di quei paesi. È successo in Libia e in Iraq, dove le forze di occupazione si sono spartite il controllo delle ricche risorse petrolifere, sottraendole ai popoli di quei paesi. Le conseguenze di queste guerre si ripercuotono anche qui da noi, non solo con l’aumento di prodotti di prima necessità, ma soprattutto nell’impoverimento di masse di lavoratori, col sopraggiungere nei nostri paesi occidentali di masse di diseredati che sono mano d’opera sottopagata, privata di diritti. Nei paesi occidentali, cosiddetti “liberi” si perde diritti e occupazioni lavorative e, al pari dei popoli depredati, si perde potere d’acquisto e diritti lavorativi e tutto ciò spinge verso un mondo di diseredati, di servitori della gleba, costretti a lavorare per pochi soldi di sopravvivenza e senza più garanzie sindacali. Ecco come la globalizzazione imperialista si trasforma presto in “glebalizzazione” di dimensione planetaria.

Allora il nostro no alla guerra imperialista è anche un no alla trasformazione dei lavoratori in servi della gleba, è un difendere tutti coloro che nel nostro paese, come in qualsiasi parte del mondo, vive del proprio lavoro. Per questo tutti i cittadini, che hanno a cuore la sorte di un mondo in pace e senza conflitti e desiderano garantire un futuro sereno ai propri figli, devono unirsi e lottare contro questo sistema, contro il governo Draghi che è la massima espressione di questo sistema imperialista dove predominano le multinazionali (Big Pharma e produttori di petrolio e grandi distributori come Amazon, ecc) e dare vita da una sorta di Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) per fronteggiare e sconfiggere questo governo, servo della Nato e del Capitale Finanziario. Un governo, quello di Draghi, che ha mostrato il suo autoritarismo dispotico nella gestione della pandemia, mettendo a capo della tanto criticata, da più parti, campagna vaccinale, non un medico, un sanitario, ma un militare e ciò la dice lunga sui reali intenti del governo Draghi.

La fase emergenziale dovuta al Covid-19 è diventata un gigantesco business per il governo Draghi. Con la scusa del Covid-19 si è continuato a chiudere reparti della sanità pubblica per indirizzare altre patologie verso le cliniche private, arricchendo così i privati.

Abbiamo notato come ad ogni fase emergenziale si siano ridotti diritti ai lavoratori e ai cittadini tutti. Prima si è avuto una compressione dei diritti con la scusa emergenziale del terrorismo islamico, subito dopo l’abbattimento delle Torri Gemelle, che hanno dato l’avvio alle guerre imperialiste in Medio Oriente e, conseguente, si è agito contro la nostra costituzione aderendo alle guerre di aggressione della NATO (prima in Jugoslavia, poi in Iraq). Ora, con il Covid-19, si sono attaccati i diritti a manifestare e si è totalmente ignorata la costituzione italiana evitando l’obbligo vaccinale, ma di fatto esigendolo con la subdola introduzione del green pass per accedere ai luoghi di lavoro. Senza contare che i cosiddetti vaccini sono in realtà farmaci, neanche troppo efficaci, che hanno creato a decine di migliaia di persone effetti gravi. Ora, con la scusa di questa guerra si sta preparando il terreno alla prossima emergenza che sarà quella energetica. Nel nostro paese dipendente in gran parte dal gas russo, non potendo avere altre alternative concrete, si ritireranno fuori i programmi dell’energia nucleare installando pericolose centrali atomiche sul suolo italiano, contravvenendo al fatto che per ben 2 volte il popolo italiano si è detto contrario bocciando con i referendum questa pericolosa opzione energetica. Ma si sa le lobby del nucleare sono molto potenti.

Dopo di questa emergenza noi ne vediamo un’altra, assai più pericolosa, che è quella che da anni ci stanno preparando, che è quella ecologica, che farà uscire dal capello dei nostri politici prestigiatori l’atomica “pulita”, un’altra grossolana bugia da iniettare nelle menti del popolo bue.

Naturalmente i problemi ci sono, non pensiamo che non esistano, ma la cosa che non va sono le soluzioni che l’attuale sistema imperialista, di cui Draghi ne è il massimo esponente nel nostro paese, vuole imporre al paese, per addossare, sempre sulle masse che vivono del proprio lavoro, decenni di distruzioni, fatte dal capitalismo predatore e distruttore di risorse.

I problemi ci sono, sono reali, il Covid-19, l’inquinamento sono problemi reali, ma se esistono, non è colpa di chi lavora, ma di di chi sino ad oggi ha amministrato e derubato ampiamente questo paese.

In questa nostra società italiana si perdono ogni giorno posti di lavoro. Ogni giorno lo stato italiano spende oltre 70 milioni di euro per le spedizioni militari in paesi terzi, non per difendere il nostro paese, ma per portare la guerra in altri paesi, anche se poi la propaganda del sistema le chiama “Missioni di Pace”.

Questa massa di soldi potrebbe servire a far funzionare ospedali pubblici, trasporti, scuole e creare posti di lavoro, ma la logica del piano bellico imperialista della Nato non permette che i popoli degli stati membri possano vivere meglio.

La logica perversa dell’imperialismo, del capitalismo contemporaneo che domina nel mondo occidentale e quindi anche nel nostro paese, non vuole che si guarisca dalle malattie. In una intervista alla rivista “Nexus”, il famoso chirurgo italiano di fama internazionale, scopritore della melatonina, Valter Pierpaoli, affermò che le Big Pharma producono, nella maggior parte dei casi, farmaci che non guariscono totalmente il malato, ma che tendono a lasciare la situazione della malattia in stand-by, così che il malato è costretto a comprare periodicamente finché vive quel medicinale, non per guarire dalla malattia, ma semplicemente per non peggiorare. In tal modo i grandi complessi industriali farmaceutici fidelizzano i clienti malati per tutta la loro vita. È con questo stesso principio, sotto il potere delle Big Pharma, che è stata lanciata la campagna vaccinale con le sue dosi da prendere costantemente. Non a caso si sente già parlare di IV dose, nonostante che la situazione clinica del Covid-19, in Italia e nel mondo, sia complessivamente in miglioramento. Nonostante tutto ciò, il governo Draghi, prosegue, in barba alla nostra costituzione, che sancisce la nostra repubblica fondata sul lavoro, a lasciare a casa decine di migliaia di lavoratori, privi di green pass, quando si è ampiamente visto che la versione omicron della pandemia è ormai, accertato e confermato pure dal Professore Bassetti, una sorta di forma influenzale. Ma tutte le scelte del governo Draghi fanno parte di un piano per ridurre libertà e diritti civili, ignorando il dettato costituzionale. Per questo siamo qui oggi per dire no a questo governo autoritario il cui autocrate si arroga il diritto di definire autocrate Putin, con la differenza che il presidente russo, ci piaccia o no, è stato eletto con libere elezioni dal suo popolo, in un processo elettorale legittimo, come confermato da tutti gli osservatori internazionali che hanno avuto modo di controllare le elezioni presidenziali russe, mentre invece Draghi non è stato eletto con libere elezioni dal popolo italiano, ma è stato cooptato e messo a capo del governo dai poteri forti, con la complicità di un ceto politico corrotto e privo di ideali.  

         

 

Roma – Il nostro compagno Silvano Ceccoli durante il suo intervento

 

 

Roma –La piazza ascolta con attenzione il discorso del Compagno Silvano Ceccoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma – Foto di gruppo con tutti i relatori che sono intervenuti alla manifestazione.

 

Roma – Intervento conclusivo del Compagno Marco Rizzo,

Segretario Generale del Partito Comunista

 

 

 

 

Guarda qui il discorso tenuto dal Compagno Marco Rizzo